Giulio Cappa ci ha lasciato

Il 21 Novembre 2016 Giulio Cappa ci ha lasciato. Tutti i componenti della Commissione Nazionale Cavità Artificiali e della Redazione di Opera Ipogea si stringono ai suoi familiari con immenso cordoglio.

Per Giulio la speleologia ha rappresentato una ragione di vita. Ha dedicato una larghissima parte del suo tempo a questa attività, avendo enormi capacità tecniche e organizzative che si univano ad una intuizione brillante e felice. Censire, documentare, topografare, fotografare. E’ stato per tutti un Maestro disponibilissimo, paziente ma anche intransigente: le cose dovevano essere fatte bene! perché tutto quello che lasciamo (un disegno, una foto, un appunto), sarà patrimonio di chi viene dopo. Ha contribuito alla nascita della Commissione Nazionale Cavità Artificiali della SSI, ne è stato per lungo tempo Coordinatore, ha seguito la crescita dell’attività rappresentando per tutti un preciso punto di riferimento. E’ stato il più convinto sostenitore della necessità di istituire un Catasto anche per le cavità artificiali. Ha seguito e contribuito alla nascita di questa rivista, è stato membro del suo Comitato Scientifico.

Ti auguriamo Buon Viaggio Giulio, con profonda riconoscenza e affetto. 

1996: Corso SSI "Roma Sotterranea" (foto C. Germani - EGERIA)

1996: Corso SSI “Roma Sotterranea” (Foto C. Germani – Archivio EGERIA)

1999: Corso CA Campiglia Marittima (Foto C. Cavanna)

1999: Corso Cavità Artificiali Campiglia Marittima (Foto C. Cavanna)

(foto T. Dobosz)

(foto T. Dobosz-Archivio EGERIA)

(foto T. Dobosz)

(foto T. Dobosz- Archivio EGERIA)

2009, Velletri (RM) (foto L. Ferri Ricchi)

2009: Velletri (RM) (foto L. Ferri Ricchi)

2012: Monte Tuscolo (RM) (foto C. Germani)

2012: Monte Tuscolo (RM) (foto C. Germani-archivio EGERIA)

 

Gli ipogei del presidio Wermacht sulle alture di Borzoli (Genova).

Riparo alto di via Rivassa (archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

Riparo alto di via Rivassa (archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

Si tratta di cavità di modeste dimensioni, scavate in metabasalti del Monte Figogna, che acquisiscono interesse per il loro contesto storico-geografico: l’area studiata era infatti sede di un presidio della Wermacht durante la Repubblica Sociale Italiana e la posizione offre un’eccellente panoramica sull’area cantieristica di Sestri Ponente, la cui importanza era considerata strategica dall’occupante.

Oltre alle cavità qui descritte, abbiamo notizia di altri ipogei siti in proprietà private e/o parzialmente occlusi probabile oggetto di un prossimo studio.

L’area studiata (stralcio CTR Liguria 1:5000): •A: presidio tedesco, composto da: oA1: Casamatta di Bric la Bianca; oA2: Riparo alto di via Rivassa; oA3: Riparo basso di via Rivassa; oA4: Riparo del pollaio; • B: Riparo presso il Rio Battestu.

A) Presidio tedesco

Casamatta di Bric la Bianca (A1)
Costruzione a pianta circolare in cemento e pietra; sullo stesso spartiacque si trovano le note postazioni antiaeree di Bric dei Corvi e Bric di Teiolo.

Riparo alto di via Rivassa (A2)
Galleria lunga circa 15 m, alta circa 2,20 m e larga in media 2 m. Anteriormente al riparo, a circa 8 m di distanza, è scavata una trincea di forma a “T”. Il pavimento della cavità è cosparso da materiale di crollo e le pareti presentano molte fratture, alcune delle quali recenti.

Riparo alto di via Rivassa (archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova)

Riparo alto di via Rivassa (archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova)

Riparo alto di via Rivassa

Riparo basso di via Rivassa (A3)
Si trova lungo un rio che incrocia via Rivassa all’altezza del cartello dell’oleodotto. Ha uno sviluppo di circa di circa 4 m, con l’ingresso parzialmente occluso da detriti. Presenti: stillicidio, rifiuti all’interno, sbarre di ferro cementate all’ingresso.

Riparo basso di via Rivassa

Riparo del pollaio (A4)
E’ una nicchia profonda circa 1 m che si trova in un terreno privato, chiusa da una lamiera.

B) Riparo presso il Rio Battestu

Interessante riparo, scavato lungo il Rio Battestu, sito in zona impervia e distaccato rispetto agli altri. Consta di una piccola galleria ad L lunga circa 5 m, alta circa 1 m e larga circa 90 cm.

Riparo presso il rio Battestu

L’ingresso è stato in parte riempito di detriti e fango trasportati dalle piene del torrente.
Ipotizziamo sia stato utilizzato come nascondiglio o riparo durante il periodo bellico.

Riparo di Rio Battestu (archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

 

© Andrea Roccatagliata & Alberto Romairone (Speleo Club Gianni Ribaldone Genova)

Il rifugio antiaereo di Molassana (Genova)

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Rifugio antiaereo Genova Molassana (foto Archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

Nell’ambito delle ricognizioni effettuate all’interno di ipogei inediti, siti nel Comune di Genova, si è provveduto a visitare e rilevare una struttura di protezione antiaerea che si trova nel quartiere genovese di Molassana. La pianta generale del rifugio è a tridente con tre ingressi, dei quali, quello centrale, occluso da materiale franato dalla collinetta soprastante. Gli accessi sono protetti da muri anti soffio dello spessore di circa 1 m.

Rifugio antiaereo Genova Molassana (foto Archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

La galleria dell’interno, dello sviluppo lineare complessivo di circa 70 m, ha una larghezza variabile da 3 a 1,5 m e un’altezza media di 2 m. ed è caratterizzata da bellissime concrezioni calcaree di diverse e complesse fogge e cospicua presenza di fauna ipogea. è stata infatti visivamente rilevata la presenza del pipistrello Rhinolophus ferrumequinum, del geotritone del genere Speleomantes, dell’artropode Scutigera coleoptrata e della caratteristica lumachina blu del genere Oxychilus.

Rifugio antiaereo Genova Molassana (foto Archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

Si segnala inoltre la presenza, nei pressi del ingresso centrale, di una piccola edicola votiva di forma triangolare sotto la quale è ancora parzialmente leggibile un’iscrizione di colore rosso, recante la dicitura “Ora pro nobis”, ed il numero 43, forse l’anno di costruzione della struttura o di dedica dell’effige sacra attualmente scomparsa. Come di consueto, seguiranno indagini archivistico-bibliografiche al fine di approfondire il contesto in cui si colloca la struttura.

Rifugio antiaereo Genova Molassana (Copyright Archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova riproduzione vietata).

Contributo di Henry De Santis con la collaborazione di Alberto Romairone e Andrea Roccatagliata (Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

Rifugio antiaereo Genova Molassana (foto Archivio Speleo Club Gianni Ribaldone Genova).

 

LA CRIPTA DEI POLACCHI NELLA GRAVINA DI PETRUSCIO A MOTTOLA (PUGLIA)

Ingresso
PETRUSCIO Panorama

Panorama della Gravina di Petruscio (Foto archivio Centro Speleologico Alto Salento)

L’agglomerato trogloditico di Petruscio rappresenta uno dei più interessanti esempi del popolamento rupestre della Puglia. Il casalis Petrugii (così nelle fonti medievali) si estende su entrambi gli spalti di quella omonima gravina (Foglio IGM 202 IV NO) che Pietro Parenzan ebbe a definire “Un vero gioiello. Uno spettacolo eccezionale per la Puglia, l’itinerario più bello da visitare a Mottola”.

Ingresso

Ingresso alla Cripta dei Polacchi (Foto archivio Centro Speleologico Alto Salento)

Il Centro Speleologico dell’Alto Salento di Martina Franca ha effettuato nella Gravina di Petruscio una ricognizione di una grotta-chiesa poco nota, scavata lungo la fiancata est, detta dei Polacchi (n. 265 PU/CA del catasto delle cavità artificiali di Puglia). La cripta è così denominata a seguito di un cospicuo numero di date e nomi incisi dai cattolicissimi militari polacchi. A Mottola (collina a circa 400 m. slm), infatti, durante la Seconda guerra mondiale, era di stanza il 2° Corpo di Armata polacco comandato dal generale Przewlocki Marian Roman (soprannominato “Lewz Mottoli”, ossia “Leone di Mottola”) al quale il sindaco Sebastiano D’Aprile concesse per meriti (gennaio 1946) la cittadinanza onoraria. La cripta, anticipata da un dromos, risulta non finita, priva di affreschi e di presbiterio con triforium, ed è importante per la tecnica di scavo. Presenta tre vani che dovevano costituire tre absidi terminanti con altrettanti altari. Interessante è la grande croce latina a rilievo ricavata tra l’abside sinistra e quella centrale.

Croce

Interno Cripta dei Polacchi (Foto archivio Centro Speleologico Alto Salento)

Lo stato di conservazione è ottimo e davanti all’ingresso non ci sono crolli. La difficoltà ad individuarla, nonostante la precisa planimetria realizzata a suo tempo da Franco dell’Aquila, era dovuta alla crescita di una foltissima vegetazione, soprattutto rovi, che ne occulta completamente il basso ingresso. Si è provveduto quindi a collocare la targhetta del censimento della Regione Puglia, abbiamo fissato il chiodo del punto GPS, ed effettuato il rilievo planimetrico e la documentazione fotografica della cavità.

Bibliografia: F. Dell’Aquila, L’insediamento rupestre di Petruscio, Bari 1974; P. Parenzan, Petruscio. La Gravina di Mottola. Natura e civiltà rupestre, Galatina 1989; F. Dell’Aquila-A. Messina, Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari 1998, p. 238; P. Lentini, Lungo i sentieri rupestri di Mottola, Mottola 1998, pp. 191-195.

Contributo a cura di Vito Fumarola e Silvio Laddomada (Centro Speleologico dell’Alto Salento) 

 

 

Il Bunker antiaereo di Genova Pegli

Bunker Genova Pegli Copyright Speleo Club Ribaldone

Bunker Genova Pegli Copyright Speleo Club Ribaldone

Nell’ambito dell’attività di speleologia in cavità artificiali lo Speleo Club Gianni Ribaldone Genova ha in corso diverse esplorazioni di ipogei inediti siti nel comune di Genova. Attualmente, la ricognizione ha avuto per oggetto una struttura sotterranea, posta nel quartiere genovese di Pegli, la cui destinazione d’uso è in fase di accertamento poiché, pur ipotizzando che avesse una funzione di protezione antiaerea, è scavata in una vena di Metagabbri ferrosi, formazione geologica che potrebbe far pensare ad un saggio minerario. Non è escluso che inizialmente l’ipogeo fosse stato ricavato per questo ultimo scopo e, successivamente, riadattato alle esigenze belliche.

Bunker Via Luigi Rizzo Pewgli Genova Copyright Speleo Club Ribaldone riproduzione ed uso vietati.

La pianta generale è a ferro di cavallo con due ingressi, dei quali uno occluso da materiale franoso e l’altro parzialmente obliterato da materiali di risulta e rifiuti. L’unica galleria dell’interno, dello sviluppo lineare complessivo di circa 55 m, ha una larghezza variabile da 2 a 5 m ed un’altezza media di 2,25 m e dentro di essa sono fiorite delle belle concrezioni calcaree, complice anche il vivace stillicidio presente.

Foto Copyright Speleo Club Ribaldone

Curiosa la presenza di alcuni pali per fondamenta che hanno sfondato il tetto della cavità e attraverso i quali è colato parecchio cemento che ha creato delle caratteristiche montagnole simili a colate stalagmitiche. E’ stato eseguito il rilievo dell’interno e tratta copiosa documentazione fotografica alla quale seguiranno ricerche archivistiche per accertare la reale destinazione d’uso del manufatto.

Henry De Santis (Speleo Club Gianni Ribaldone)

 

Intervento speleologico per una voragine a Vibo Valentia

Voragine Vibo Valentia 12_2_16

Voragine Vibo Valentia 12_2_16

Il 12 febbraio, su richiesta della Protezione Civile regionale, gli speleologi calabresi afferenti alla Commissione Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana sono stati interpellati dal Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria per ispezionare dei cunicoli che si diramano sotto il centro abitato di Vibo Valentia.  Da diversi anni si registrano nel capoluogo calabrese sprofondamenti e cedimenti del terreno legati alla presenza di manufatti storici nel sottosuolo. A seguito di uno sprofondamento di molti metri cubi di materiale il Comune di Vibo Valentia  ha allertato la Protezione Civile Regionale che, come da protocolli, ha prontamente coinvolto nell’operazione il Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria. Per naturale competenza è stata richiesta la presenza degli speleologi calabresi della Commissione Cavità Artificiali della SSI sia per la necessaria valutazione preliminare dell’ipogeo, sia per delinearne la geometria. Nei prossimi giorni saranno effettuati rilievo topografico e il monitoraggio della struttura sotterranea.

Pierpaolo Pasqua

Voragine Vibo Valentia 12_2_2016

International Forum Caves As Objects Of History And Culture

Divnogorye, Voronezh, Russia 19-22 April 2016

VORONEZH2016

Aim of the forum is to exchange the experience in the field of research and protection of underground objects: natural caves, underground architectural constructions, old mines.

THE MAIN THEMES

  • Caves associated with historical events
  • Artificial caves as objects of cultural heritage (underground architectural constructions, old mines)
  • Rock painting  and cave graffiti
  • Sacred complexes in natural and artificial caves (Christian, Muslim, Buddhist, pagan and so on)
  • The idea of underground space in the culture of different nations, its value and mythologization underground space in ancient literature (up to and including the XVIII century)
  • Historical city and military underground constructions
  • Problems of protection of caves and related applied research
  • Musefication of caves: technical, ethical and legal aspects

IMPORTANT DATES

20 of October 2015 – deadline for registration for participation in Forum

20 of December 2015– deadline for payment of the Registration fee for participants who will publish articles

20 of December 2015 – Article deadline

1 of February 2016– publication of the Second Circular

20 of March 2016 – deadline for registration on individual excursions (detailed information will be published in the second Circular)

16-17 of April 2016 – individual excursions

19-22 of April 2016 – Forum

23-24 of April 2016 – individual excursions

SECRETARIAT 

For correspondence and applications please use the following address Kondrateva Sofia (executive secretary) – kosofia@yandex.ru

Tel. +79036518872

Congresso Internazionale HYPOGEA 2017

Cappadocia (Turchia), March 6-8, 2017

Hypogea2017

The first International Congress of Speleology in Artificial Cavities; HYPOGEA 2015 (I) was successfully held in Rome / Italy during March 11-15, 2015. Following this event, the second congress, HYPOGEA 2017 (II) will be held in the magnificent scenario of Cappadocia / Turkey during March 6-10, 2017.

The Congress will be organized by HYPOGEA (Italy) and OBRUK Cave Research Group (Turkey), with the patronages of International Union of Speleology, Balkan Speleological Union, Turkish Federation of Speleology, Istanbul Technical University / EURASIA Institute of Earth Sciences, Paris 8 University, CEKUL; The Foundation for the Protection and Promotion of the Environment and Cultural Heritage, IRPI; Institute of Research for Hydrological Protection of the National Research Council of Italy, Municipality of Nevsehir and Directorate of Nevsehir Museums.

Cappadocia Turkey (courtesy Hypogea2017)

The main goal of HYPOGEA 2017 Congress is to continue the exchange of experiences acquired at the international level in the field of artificial cavities which had begun by HYPOGEA 2015. The sessions of HYPOGEA 2017 Congress will have a strong emphasis on archaeology, archaeometry, promotion of the underground historical and cultural heritage, its safeguard and exploitation, with some plenary lectures and/or invited speeches on those subjects.

The sessions of HYPOGEA 2017 Congress will be focused on four main topics:

– Explorations
During this session the results of new explorations in artificial cavities will be presented. We strongly believe that the opportunity to exchange the information about different explorations of artificial cavities from different areas of world will improve both the collaboration among different teams and the organization of future explorations.

– Cultural and economic importance of the artificial cavities
Underground artificial cavities are of high cultural and economic importance. In Cappadocia, underground structures like Goreme or Derinkuyu receive hundreds of thousand tourists every year, strongly supporting the local economy. Water supply in semi-arid zones is also another important aspect, and in many Mediterranean countries several underground aqueducts from Roman period are still in use.

– Hazards, remediation and rehabilitation
In underground places, the treatment and the preservation of the cultural heritage needs special techniques. In areas where artificial cavities are present, the collapse of underground structures may represent a serious problem. Protection, rehabilitation or remediation?

– Survey, mapping and dating techniques
Detections of unknown underground cavities, survey and mapping techniques are in continuous improvement and will be discussed during the congress. Dating is an important challenge. How is it possible to estimate the age of underground cavities when no artifact, sediment or architectural style is present ?

dark church

HYPOGEA 2017 Congress will be held on March 6-8, 2017.
After the Congress there will be several excursions to various underground cities, rock churches, cave dwellings and geologically interesting points of Cappadocia. Also, before and after the Congress there will be excursions in Istanbul.

The important deadlines to contribute to the Congress are:

– Abstract submission: March 10, 2016
– Full paper submission: June 10, 2016

In order to ensure distribution of the proceedings during the Congress, the above deadlines will be strictly maintained.

Deadline for registration is; June 10, 2016 for the contributors and March 1, 2017 for the attendants.

http://www.hypogea2017.com

 

Il 26 settembre 2015 a Bologna torna la Notte Blu

Flyer Notte Blu 2015

L’appuntamento è dalle 18 a mezzanotte, in Piazza 20 Settembre n. 7 (Cassero di Porta Galliera).

Anche quest’anno a Bologna si ripete l’evento che consente di conoscere i tanti aspetti che legano l’acqua e la città, con oltre 30 appuntamenti fra visite guidate, proiezioni, concerti e spettacoli teatrali, distribuiti fra chiuse, sostegni, canali, antichi opifici azionati dall’energia idraulica, edifici storici e moderne minicentrali idroelettriche.

Dopo il successo dello scorso anno, con le visite guidate alle cinquecentesche Conserve di Valverde, il Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese propone un nuovo itinerario alla scoperta della Bologna sotterranea.

Saremo infatti ospiti degli amici di Legambiente al Cassero di Porta Galliera, in Piazza 20 Settembre, di fronte alla Stazione centrale FS.

Porta Galliera – Bologna

 

Oggetto delle visite guidate sarà il Canale delle Moline, che oggi scorre per lungo tratto in sotterraneo sotto la città, e che proprio qui mostra uno dei pochi affacci in superficie.

Nei pressi della Porta, fra il 1330 e il 1511, venne costruita dai pontefici per ben cinque volte una forte rocca, come simbolo del loro tentativo di dominio sulla città, ma per altrettante volte questa venne attaccata e demolita dai Bolognesi. Dell’ultima di esse rimane una sdrucita porzione di torrione nei pressi della Montagnola, il vasto rialzo formatosi proprio a partire dall’accumulo dei materiali conseguente allo smantellamento della rocca papale.

Sempre nei pressi della Porta, nel 1493, Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, fa costruire un porto fluviale, spostando nei pressi della città quello esistente fin dal IX secolo a Corticella. Da qui, tramite una serie di canali navigabili, si poteva giungere a Ferrara e al Po e quindi a Venezia, a Mantova e a Milano: attraverso le acque interne un’unica grande rete commerciale congiungeva tutte le principali città del Nord Italia. I resti del porto sono stati rinvenuti in anni recenti e sono visibili proprio in corrispondenza della Porta.

Accesso al sotterraneo Canale delle Moline a Porta Galliera

 

Lungo il Canale delle Moline, come indica il nome, dal 1516 rimasero attivi per secoli gli stabilimenti per macinare il grano, appartenenti all’Università delle Moline e delle Moliture, ossia alla corporazione cittadina dei mugnai. Poco prima di giungere alla Porta alle acque del canale artificiale si uniscono quelle dell’unico corso d’acqua naturale di Bologna, il torrente Aposa, anch’esso oggi totalmente sotterraneo.

Oltre alle visite guidate al Canale delle Moline si susseguiranno le proiezioni di un video sui percorsi nascosti dei canali di Bologna e non mancherà il punto di ristoro con ottime crescentine.

Le visite ai sotterranei del Canale delle Moline saranno esclusivamente dietro prenotazione da effettuarsi sul sito www.gsb-usb.it (per maggiori informazioni contattare il 331 6457292).

Danilo Demaria

PAESAGGIO DI PIETRA. GLI INSEDIAMENTI RUPESTRI DELLE SERRE SALENTINE.

 

Copertina del volume PAESAGGIO DI PIETRA. GLI INSEDIAMENTI RUPESTRI DELLE TERRE SALENTINE.

“Le pietre sono vive. Sono le pagine di un libro, di un romanzo. Raccontano storie: le storie degli uomini. Osservandole possiamo scorgere significati che vanno oltre la materia di cui è fatta la pietra”.

L’autore introduce così la sua opera. Stefano Calò è un giovane archeologo salentino che ha attentamente indagato gli insediamenti rupestri che caratterizzano la Puglia, in generale, ed in particolare la zona del Salento.

Il rapporto fra l’uomo e la pietra risale agli albori della storia. Utilizzata per cacciare e creare utensili, simulacri e opere d’arte. Dove i fattori geologici favorivano la presenza di grotte e caverne l’uomo ha saputo trarne vantaggio sfruttando inizialmente l’ambiente grotta come rifugio e dimora e successivamente considerandolo una rappresentazione simbolica legata a culti e misticismi.

Il fenomeno del vivere in rupe si manifesta non solo durante la Preistoria e il Medioevo, ma anche in periodi più tardi come le fasi post-medievali, nelle quali, benché il vivere in grotta fosse divenuto sempre più marginale, continuò a esistere, associandosi in alcuni casi alle architetture di sottrazione e a quelle realizzate in elevato.

Con il passare del tempo l’ambito sotterraneo ha assolto a funzioni sempre più complesse ed articolate, che hanno portato alla creazione di vere e proprie città scavate nella roccia e complessi monastici che ben poco avevano da invidiare alle architetture costruite in elevato.

Nel volume l’autore descrive come si è sviluppato questo fenomeno all’interno di alcuni insediamenti facenti parte di un comprensorio territoriale fortemente caratterizzato dal punto di vista archeologico.

La speleologia in cavità artificiali, indagando le strutture sotterranee artificiali di interesse storico ed archeologico, riserva particolare interesse per gli insediamenti rupestri perché in tali ambiti appaiono ancora evidenti le tecniche con le quali l’uomo ha superato le innumerevoli difficoltà di adattamento (ad esempio scarsità di acqua, necessità di difendersi dagli attacchi nemici, verticalità dell’insediamento che non favoriva le colture, ecc.).

Anche per questo le Associazioni speleologiche di riferimento nello studio delle cavità artificiali hanno accolto con grande interesse il lavoro di Stefano Calò, che ha ottenuto i patrocini da: Società Speleologica Italiana – Commissione Nazionale Cavità Artificiali, Federazione Hypogea (A.S.S.O., Egeria Centro Ricerche Sotterranee e Roma Sotterranea), Federazione Speleologica Pugliese.

Il volume è edito dalla Arbor Sapientiae Editore S.r.l., Roma, www.arborsapientiae.com

ISBN: 978-88-97805-40-3

Link diretto al sito per l’acquisto online

Note alla pubblicazione a cura di Giovanni Uggeri