Manifestazioni Speleologiche

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Convegno Le cavità artificiali della Liguria. Conoscenza, valorizzazione e fruizione fra impatti e rischi

Venerdì 3 Novembre 2017 ore 9:00 – 13:00

Nell’ambito dell’incontro internazionale di speleologia FINALMENTESPELEO2017

Organizzazione: Centro Studio Sotterranei, Commissione Nazionale Cavità Artificiali, Delegazione Speleologica Ligure, Ordine Regionale Geologi della Liguria, Società Italiana di Geologia Ambientale, Società Speleologica Italiana.

 

Locandina Convegno 3.11.2017

Riunione annuale Commissione Nazionale Cavità Artificiali SSI

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Data: 3 novembre 2017

Dalle  ore 14.00 alle ore 18.30

presso i locali messi a disposizione dagli organizzatori della manifestazione “Finalmente Speleo 2017” – Finale Ligure (SV)

Principali argomenti all’ordine del giorno:

Opera Ipogea: volume 1-2/2017

La Commissione Nazionale Cavità Artificiali: stato dell’arte

Resoconti attività dei membri della Commissione in sessioni tecnico-scientifiche:

– Simposio “Mundus Subterraneus, Urbino 2016”

– Convegno Sigea “Tecniche di Idraulica Antica, Roma 2016”

– Congresso internazionale di speleologia in cavità artificiali “Hypogea 2017” (Turchia)

– Congresso internazionale di Speleologia 2017 (Australia) e attività della Commission for Artificial Cavities della International Union of Speleology

– Giornate di Studio “Condizioni di stabilità di cavità ipogee ed edifici storici” Orvieto, 2017

– Convegno Nazionale Sigea & Consiglio Nazionale Geologi “Cavità di origine antropica, modalità d’indagine, aspetti di catalogazione, analisi della pericolosità, monitoraggio e valorizzazione (Roma, 1 dicembre 2017) patrocinato dalla Società Speleologica Italiana

– Aggiornamenti sul terzo congresso internazionale di speleologia in cavità artificiali “Hypogea 2019” (Bulgaria)

Proposta di collaborazione con altra Commissione UIS sul Multi-Language Dictionary

Rappresentante italiano UIS per la definizione della simbologia CA

Proposta nomine Coordinatore CNCA e Curatore Catasto Nazionale CA SSI per rinnovo incarichi 2018/2020.

Omologazione corsi SSI speleologia in cavità artificiali. Analisi della problematica e relative valutazioni.

Varie ed eventuali.

La riunione è aperta a tutti i Soci SSI interessati alle tematiche inerenti le cavità artificiali.

Giulio Cappa da Tullio Dobosz Opera Ipogea 2_2016

La Commissione Nazionale Cavità Artificiali della Società Speleologica Italiana (CNCA-SSI), costituita nel 1981, ha l’obiettivo primario di mettere in rete gli speleologi che svolgono attività scientifiche nel settore.

Cura il database speleologico di sintesi denominato “Catasto Nazionale delle Cavità Artificiali, aggiorna la catalogazione tipologica delle opere ipogee artificiali condividendola in ambito della International Union of Speleology (UIS). Ha prodotto la classificazione delle cavità artificiali, suddivise in categorie  secondo la destinazione d’uso, identificando in modo sintetico la natura: la struttura è basata su  sette tipologie principali, a loro volta suddivise in sottotipologie.

Analizza i dati acquisiti da speleologi nelle varie regioni italiane e nel corso di campagne e ricerche condotte in Italia e all’estero, produce la simbologia nazionale e internazionale di riferimento, contribuisce all’aggiornamento del dizionario plurilingue UIS per le cavità artificiali.

Sviluppa progetti di sintesi tipologica e censimenti tematici quali, ad esempio, la La Carta degli antichi acquedotti ed il “Censimento degli Emissari artificiali dei bacini endoreici”.

Dal 1999 cura la pubblicazione della rivista della Società Speleologica Italiana Opera Ipogea –Journal of Speleology in Artificial Cavities garantendone l’elevato standard qualitativo grazie ad un Comitato Scientifico internazionale di alto profilo.

ContattiProf. Michele Betti artificialiATsocissi.it (sostituire AT con @)

Per maggiori informazioni sulle attività delle Commissioni SSI vedi artt. 32-39 del Regolamento della Società Speleologica Italiana http://www.speleo.it/site/images/doc/regolamento_ssi.pdf

Il 26 settembre 2015 a Bologna torna la Notte Blu

Flyer Notte Blu 2015

L’appuntamento è dalle 18 a mezzanotte, in Piazza 20 Settembre n. 7 (Cassero di Porta Galliera).

Anche quest’anno a Bologna si ripete l’evento che consente di conoscere i tanti aspetti che legano l’acqua e la città, con oltre 30 appuntamenti fra visite guidate, proiezioni, concerti e spettacoli teatrali, distribuiti fra chiuse, sostegni, canali, antichi opifici azionati dall’energia idraulica, edifici storici e moderne minicentrali idroelettriche.

Dopo il successo dello scorso anno, con le visite guidate alle cinquecentesche Conserve di Valverde, il Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese propone un nuovo itinerario alla scoperta della Bologna sotterranea.

Saremo infatti ospiti degli amici di Legambiente al Cassero di Porta Galliera, in Piazza 20 Settembre, di fronte alla Stazione centrale FS.

Porta Galliera – Bologna

 

Oggetto delle visite guidate sarà il Canale delle Moline, che oggi scorre per lungo tratto in sotterraneo sotto la città, e che proprio qui mostra uno dei pochi affacci in superficie.

Nei pressi della Porta, fra il 1330 e il 1511, venne costruita dai pontefici per ben cinque volte una forte rocca, come simbolo del loro tentativo di dominio sulla città, ma per altrettante volte questa venne attaccata e demolita dai Bolognesi. Dell’ultima di esse rimane una sdrucita porzione di torrione nei pressi della Montagnola, il vasto rialzo formatosi proprio a partire dall’accumulo dei materiali conseguente allo smantellamento della rocca papale.

Sempre nei pressi della Porta, nel 1493, Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna, fa costruire un porto fluviale, spostando nei pressi della città quello esistente fin dal IX secolo a Corticella. Da qui, tramite una serie di canali navigabili, si poteva giungere a Ferrara e al Po e quindi a Venezia, a Mantova e a Milano: attraverso le acque interne un’unica grande rete commerciale congiungeva tutte le principali città del Nord Italia. I resti del porto sono stati rinvenuti in anni recenti e sono visibili proprio in corrispondenza della Porta.

Accesso al sotterraneo Canale delle Moline a Porta Galliera

 

Lungo il Canale delle Moline, come indica il nome, dal 1516 rimasero attivi per secoli gli stabilimenti per macinare il grano, appartenenti all’Università delle Moline e delle Moliture, ossia alla corporazione cittadina dei mugnai. Poco prima di giungere alla Porta alle acque del canale artificiale si uniscono quelle dell’unico corso d’acqua naturale di Bologna, il torrente Aposa, anch’esso oggi totalmente sotterraneo.

Oltre alle visite guidate al Canale delle Moline si susseguiranno le proiezioni di un video sui percorsi nascosti dei canali di Bologna e non mancherà il punto di ristoro con ottime crescentine.

Le visite ai sotterranei del Canale delle Moline saranno esclusivamente dietro prenotazione da effettuarsi sul sito www.gsb-usb.it (per maggiori informazioni contattare il 331 6457292).

Danilo Demaria

A Bologna la notte è ancora blu apertura straordinaria Bagni di Mario

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L’11 Ottobre ritorna a Bologna l’appuntamento dedicato alle vie d’acqua, di superficie e sotterranee, che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la vita della città emiliana. Dalle 17 alle 24 in diversi luoghi di Bologna e dintorni si svolgeranno tante iniziative per ricordare l’acqua e promuovere e salvaguardarne il patrimonio idraulico e sotterraneo.

Nell’ambito della manifestazione segnaliamo le visite alla Conserva di Valverde (Bagni di Mario).

Questa singolare opera sotterranea, che si sviluppa su due livelli, è stata realizzata nel 1563 per alimentare la fontana del Nettuno e le altre fontane poste nel Palazzo Comunale. L’acqua veniva raccolta tramite una serie di cunicoli che si inoltrano sotto il colle di Valverde e, una volta depurata nella grande sala ottagonale centrale, giungeva al cuore della città attraverso un altro condotto sotterraneo lungo oltre 1,3 km, raccogliendo lungo il suo percorso anche le acque derivate da una ulteriore opera di captazione sotterranea, la Fonte Remonda (Quattrocentesca).

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In occasione della Notte Blu il monumento viene eccezionalmente riaperto al pubblico: si potranno pertanto ripercorrere questi ambienti sotterranei dotati di un fascino tutto particolare e ammirarne le grandiose architetture, che uniscono alla loro bellezza formale un’alta valenza tecnica, splendido esempio della cultura del Rinascimento. Le visite, curate dal Gruppo Speleologico Bolognese, sono su prenotazione e a numero limitato: per le iscrizioni consultare il sito www.gsb-usb.it

Tutto il calendario delle iniziative e ulteriori informazioni e notizie sono disponibili sul sito www.notteblubologna.it

Lapis Specularis alla Rassegna del Cinema Archeologico Rovereto

Cop. Programma RoveretoDopo aver partecipato al Festival Alpi Giulie Cinema (Trieste, febbraio 2014) il video dedicato alle cave sotterranee romane di Lapis specularis – recentemente scoperte nella Vena del Gesso Romagnola – sarà presente anche alla 25a Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, che si svolgerà dal 7 all’11 ottobre 2014.

La proiezione è prevista nel pomeriggio di giovedì 9/10.

Il programma completo della manifestazione è disponibile su www.museocivico.rovereto.tn.it

Programmazione Lapis Rovereto copia

Puliamo il Buio 2013 anche nel Parco Archeologico di Cuma (Pozzuoli – NA)

Il giorno venerdì 27 settembre 2013 si è svolta nel Parco Archeologico di Cuma l’annuale edizione di Puliamo il Buio. Oltre a due rappresentanti della speleologia campana (I. Guidone GSNE e F. Catuogno CAI Napoli), erano presenti alla giornata di sensibilizzazione: il presidente del Circolo Legambiente Pozzuoli-Campi Flegrei Cristina Canoro, il Funzionario Soprintendente di zona Paolo Caputo, il comandante della Guardie Forestali di Pozzuoli nonché alcuni rappresentati dell’Ufficio N.U di Pozzuoli (fig. 1).

Oggetto della giornata di sensibilizzazione è stato uno dei numerosi bunker militari che notoriamente caratterizzano sia il litorale flegreo sia il promontorio vulcanico di Cuma, su cui sorge tra l’altro l’antica acropoli greco-romana.

Con il patrocinio della FSC è stato reso agibile l’unico bunker che si presentava particolarmente caratterizzato da numerosi rifiuti antropici (fig. 2); questo, individuabile nella fascia più bassa del costone settentrionale della collina, risultava essere più accessibile dei c.d. bunker alti, i quali, trovandosi a quote maggiori e ben protetti dalla vegetazione collinare, si presentavano particolarmente puliti nonostante l’acclarato stato di abbandono.

Grazie al supporto degli operai dell’Ufficio N. U. di Pozzuoli, sono stati stoccati due sacconi di “indifferenziata” e tre sacchi di materiale pesante, quali contatori del gas, cuscini in gomma piuma, coperte, reti arrugginite, secchi di plastica.

Nonostante tale complesso militare sia stato rilevato e studiato già da diversi decenni, il dott. Caputo ha mostrato agli speleo presenti l’accesso di un’altra cavità, sita sempre sul lato settentrionale, per la quale non risulta al momento alcuna documentazione (fig. 3). Rilevatone sommariamente la lunghezza e osservatone le caratteristiche tipologiche essa è stata ipoteticamente ascritta allo stesso periodo degli altri ipogei militari conosciuti, benché le pareti si presentassero grezze e senza la messa in opera dell’intonaco. Possiamo anticipare però che, dopo questa giornata d’impegno ambientale, si sono gettate ottime basi per una futura collaborazione tra la Federazione Speleologica Campana e la Soprintendenza Archeologica di quest’area flegrea.

Di Ivana Guidone (Gruppo Speleologico Natura Esplora – GSNE).

Puliamo il Buio 2013: molti gli interventi in cavità artificiali

Nell’ambito della manifestazione nazionale Puliamo il Buio (PIB), organizzata e promossa dalla Società Speleologica Italiana nei giorni 27/29 Settembre 2013, sono stati effettuati interventi di riqualificazione in alcuni ipogei artificiali italiani di interesse storico – archeologico.

Abruzzo.

Domenica 29 settembre l’Associazione Centro Appenninico Ricerche Sotterranee (CARS) ha operato nella condotta di Fonte Cannelli sita in Chieti (catasto CA – 2ACH) con un gruppo composto da cinque speleologi. Le Fonti Cannelli sono state costruite nel 1663 per volere del Camerario Barone Antonio Valignani con la funzione di fornire acqua ad uso pubblico. La struttura consta di nove vasche addossate alla parete in laterizio contro terra. La condotta drenante che raccoglie lungo il suo percorso l’acqua che alimenta le Fonti, risulta essere poco profonda rispetto al livello di campagna. A causa di numerose moderne costruzioni è stata soggetta ad interventi di conservazione inadeguati: infatti in alcuni passaggi la condotta presenta superfetazioni in cemento.

La condotta in due punti è collegata con l’esterno attraverso due tombini, utilizzati per lo sversamento di materiali da costruzione ed  inerti che hanno causato la parziale ostruzione del primo e la totale del secondo, riducendone notevolmente la portata idrica.

Sono stati estratti circa 30 Kg di materiale ferroso e residui generici disseminati lungo la condotta.

Per le ostruzioni succitate il CARS, in seguito ad una precedente visita, presentò esaustiva segnalazione scritta all’ente proprietario, relazionando sullo stato di fatto e localizzando i due punti di maggiore criticità.

Di Errico Orsini

Lazio.

Sabato 28 settembre la Federazione dei Gruppi speleologici del Lazio per le cavità artificiali Hypogea ha curato, in stretta collaborazione con gli operatori del Parco Regionale di Castelli Romani e con gli addetti del Comune di Castel Gandolfo, la pulizia dell’incile dell’antico Emissario Albano.

Sono stati rimossi circa 400 Kg di materiale (vegetazione spontanea infestante, residui di vegetazione in decomposizione nel canale di adduzione all’emissario, bottiglie di vetro e plastica, lattine, copertoni di auto, ecc.). L’emissario Albano, uno dei maggiori del Lazio, realizzato nel IV secolo a.C., è stato sino ad oggi scarsamente indagato a causa dell’oggettiva difficoltà di percorrenza causata dal completo allagamento della struttura, da ostruzioni alla base dei pozzi realizzati per lo scavo in cieco (coltellatio) e per la presenza, negli anni passati, di sversamenti abusivi di origine fognaria.

PIB 2013 Lazio 2 Emissario Albano. Foto Roberto Palombarani

La struttura, di elevatissima importanza storico – archeologica, è attualmente oggetto di un piano di studi speleologici triennale da parte della Federazione Hypogea, che ha ottenuto l’autorizzazione della competente soprintendenza.

Le indagini speleologiche, archeologiche e geologiche saranno finalizzate allo studio di dettaglio dell’opera, al ripristino della percorribilità del condotto, alla sua riqualificazione, tutela e valorizzazione. L’intervento è stato ripreso dal TG2 nazionale.

Di Carla Galeazzi

Puglia.

Nel territorio di Bari gli ipogei si sono diffusi in modo particolare nel medioevo, ma già in epoca antichissima le popolazioni avevano imparato a sfruttare le cavità tipiche del territorio carsico come rifugi. Ciò a causa della particolare situazione geologica che vede la città sorgere su uno strato calcarenitico variabile dai 7 ai 3 metri, che poggia sui duri e stratificati calcari cretacei. Nel capoluogo pugliese e nei comuni dell’area metropolitana, si contano circa 300 ipogei.

L’insediamento della Caravella è formato da tre complessi, per un totale di 11 ingressi con una estensione di 1300 m2 e prende il nome da un affresco presente in una delle grotte che raffigura un’imbarcazione con grandi vele. Sorge in una delle 4 lame che attraversano la città di Bari e che sono tutte ricchissime di grotte naturali, pur se poco profende e bellissimi ipogei abitativi, trappeti, a volte riutilizzati come opere di guerra, ma poche chiese rupestri.

È stato scelto questo ipogeo poiché a prima vista era il più accessibile ed il meno inquinato della zona ed è situato nei pressi di una delle poche chiese rupestri baresi che ancora conserva tracce di affreschi. Lo stesso complesso ipogeo era ricco di affreschi ma fu danneggiato dopo un tentativo di lottizzazione negli anni ’80 e in seguito ai crolli sono rimaste poche testimonianze pittoriche. Il problema dell’inquinamento negli ipogei baresi è molto serio e frequente. Le combustioni di rifiuti plastici o l’abbandono di resti organici e carcasse di animali sono un rischio per la salute, tanto più che sorgendo in lame e depressioni carsiche sorgono in aree a forte rischio idrogeologico.

Il Gruppo Speleologico Vespertilio e la sezione Legambiente Bari hanno creato un’ottima sinergia grazie al progetto Puliamo il Buio e si spera di aver iniziato una proficua e capillare opera di sensibilizzazione. Tanto più che né i mezzi del comune né i cittadini (se non in numero pari a quelli delle dita di una mano) si sono proposti di aiutare nell’opera di pulizia. Fortunatamente gli speleologi erano numerosi. Anche l’intervento del Corpo Forestale dello Stato ha prodotto delle segnalazioni e ci auguriamo che presto si comprenda che gli ipogei baresi, come quelli di tutta la Puglia, devono diventare una risorsa e non un luogo di discarica.

di Marco Petruzzelli

Trentino Alto Adige.

Il Gruppo speleologico trentino S.A.T. Bindesi (Villazzano, Trento) ha effettuato la pulizia della Miniera di Masen (Faedo – Trento). Hanno partecipato 15 persone, delle quali 13 speleologi impegnati in grotta nelle operazioni di ripulitura.

L’intervento è durato circa 7 ore consentendo di raccogliere circa 50 Kg di rifiuti prevalentemente di origine domestica (bottiglie e lattine) oltre ad alcune batterie.

La miniera era stata già verificata nella scorsa primavera risultando abbastanza sporca. In estate nel corso di una esercitazione del Soccorso Speleologico è stata effettuata la pulizia del rampo principale. In questa occasione l’intervento è stato condotto nei rami profondi e secondari.

I rifiuti sono stati asportati dagli operatori del Comune di Faedo.

Di Giacomo Berzacola