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Cagliari Sotto. Record di visitatori per l’esposizione del fotografo Marco Mattana

La mostra è stata ospitata presso il SeArch (sede espositiva dell’Archivio storico) di Cagliari, dal 13 Luglio al 15 ottobre 2017 fra gli eventi della manifestazione Cagliari Paesaggio organizzata dal Comune di Cagliari e patrocinata dalla Federazione Speleologica Sarda e dal Gruppo Speleo-Archeologico “Giovanni Spano” di cui Marco Mattana fa parte. Oltre 10.900 visitatori nei tre mesi di apertura al pubblico.

©Marco Mattana Photography tutti i diritti riservati

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L’esposizione “Cagliari Sotto“, racconta attraverso le originali fotografie di Marco Mattana una città, Cagliari, che muta sotto le strade al pari della città “di sopra”. Un viaggio nella storia ala scoperta del cuore segreto della principale città sarda. Le immagini attraversano la storia, dai Fenici agli Spagnoli, passando per la Carales dell’Impero Romano e il Castel di Castro dei pisani, fino ai fatti storici più recenti e l’utilizzo degli ambienti sotterranei come rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale.

La mostra presso SeArch sede espositiva Archivio Storico di Cagliari

La cultura, la religione e le necessità tengono in vita la storia delle cavità artificiali cagliaritane per millenni.

L’esposizione è un percorso sotterraneo nella città per immagini che passa da un lato all’altro di Casteddu: dal quartiere del Porto a quello del Faro, da quello degli artigiani a quello del commercio, senza mai addentrarsi in una “grotta” uguale alla precedente. La mostra è ora in attesa di nuova collocazione in altri spazi espositivi.

©Marco Mattana Photography tutti i diritti riservati

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A Bologna la notte è ancora blu apertura straordinaria Bagni di Mario

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L’11 Ottobre ritorna a Bologna l’appuntamento dedicato alle vie d’acqua, di superficie e sotterranee, che nel corso dei secoli hanno caratterizzato la vita della città emiliana. Dalle 17 alle 24 in diversi luoghi di Bologna e dintorni si svolgeranno tante iniziative per ricordare l’acqua e promuovere e salvaguardarne il patrimonio idraulico e sotterraneo.

Nell’ambito della manifestazione segnaliamo le visite alla Conserva di Valverde (Bagni di Mario).

Questa singolare opera sotterranea, che si sviluppa su due livelli, è stata realizzata nel 1563 per alimentare la fontana del Nettuno e le altre fontane poste nel Palazzo Comunale. L’acqua veniva raccolta tramite una serie di cunicoli che si inoltrano sotto il colle di Valverde e, una volta depurata nella grande sala ottagonale centrale, giungeva al cuore della città attraverso un altro condotto sotterraneo lungo oltre 1,3 km, raccogliendo lungo il suo percorso anche le acque derivate da una ulteriore opera di captazione sotterranea, la Fonte Remonda (Quattrocentesca).

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In occasione della Notte Blu il monumento viene eccezionalmente riaperto al pubblico: si potranno pertanto ripercorrere questi ambienti sotterranei dotati di un fascino tutto particolare e ammirarne le grandiose architetture, che uniscono alla loro bellezza formale un’alta valenza tecnica, splendido esempio della cultura del Rinascimento. Le visite, curate dal Gruppo Speleologico Bolognese, sono su prenotazione e a numero limitato: per le iscrizioni consultare il sito www.gsb-usb.it

Tutto il calendario delle iniziative e ulteriori informazioni e notizie sono disponibili sul sito www.notteblubologna.it

A Bari una mostra sul vivere in grotta in area mediterranea

Si inaugura oggi alle ore 18 a Bari la mostra “Italia Turchia: il vivere in grotta lungo le vie della Puglia e della Cappadocia”, organizzata dall’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi (Bari).

L’esposizione, ospitata nella sala centrale del Palazzo della ex Posta Centrale, storico stabile anni ’30 nel centro di Bari, è il risultato del progetto scientifico  “Cultural Rupestrian Heritage in the Circummediterranean Area”, cofinanziato dalla Comunità Europea, al quale hanno partecipato, oltre alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze anche università spagnole, francesi, turche e  greche e per la componente speleologica di supporto il Centro Studi Sotterranei di Genova. A Massafra (Taranto) è stato inoltre costituito un Centro di documentazione internazionale sull’Habitat rupestre dell’Area mediterranea.

I risultati dei lavori, svolti da 80 esperti dell’habitat rupestre per il progetto europeo, è stato presentato in convegni in Italia (Massafra e Firenze) e in Turchia, a Nevsehir (Cappadocia) e a Istanbul. Il Centro internazionale di documentazione sull’Habitat rupestre dell’Area Mediterranea, Massafra (TA), ha allestito il materiale per illustrare le attività svolte nel progetto europeo Programma Cultura 2007-2013.

La mostra ha l’obiettivo di divulgare i risultati del lavoro svolto presentando il materiale fotografico e grafico prodotto dall’Università di Firenze, Dipartimento di Architettura, sotto la guida della prof. Carmela Crescenzi e prof. Marcello Scalzo ed i repertori fotografici acquisiti nel corso della Missione Cappadocia 2011 dal fotografo Umberto Ricci (Archeogruppo Massafra).

Il corpus consiste in oltre un centinaio di pannelli fotografici che attestano il lavoro svolto dalle differenti equipe che hanno preso parte alla missione e che illustrano la complessità del vivere in ambiente rupestre, ma anche le manifestazioni artistiche di tali contesti, noti in tutto il mondo, quali chiese affrescate, particolarità delle forme architettoniche e delle erosioni a cono che caratterizzano l’ambiente della Cappadocia. Una sezione integrativa consente di porre l’attenzione sulle specificità presenti sul territorio che ospita la mostra: insediamenti in Puglia ed alcuni siti della città di Bari.

La mostra durerà dal 9 al 25 ottobre 2013.

Indirizzo ed orari di visita: Palazzo Ex Posta Centrale, Piazza Cesare Battisti, Bari.

Orari di apertura: dal Lunedì al Venerdì ore 9,00 – 19,00; Sabato ore 9,00 – 12,30.

La chiesa rupestre dei Quaranta Martiri torna all’antico splendore

Sabato 28 settembre 2013, a Şahinefendi (provincia di Ürgüp), nel cuore della Cappadocia (Turchia centrale), alla presenza delle autorità turche e di un numeroso pubblico si è svolta la cerimonia per la conclusione dei restauri della Kirk Şehitler Kilisesi (chiesa rupestre dei Quaranta Martiri) condotti dall’Università della Tuscia (Viterbo), sotto la direzione della prof.ssa Maria Andaloro, in collaborazione con il Museo Archeologico di Nevşehir (direttore dr. Murat Gulyaz).

I lavori, iniziati nel 2006, sono parte di un più ampio progetto dal titolo “La pittura rupestre in Cappadocia. Per un progetto di conoscenza, conservazione e valorizzazione”, che vede la partecipazione di diversi specialisti impegnati nello studio delle numerose e variegate emergenze rupestri di questa regione dell’Anatolia. Oltre a restauratori, storici dell’arte, architetti, archeologi, chimici, geologi e fotografi, l’Università di Viterbo ha ritenuto opportuno avvalersi anche del contributo di speleologi del Centro Studi Sotterranei (Andrea Bixio, Roberto Bixio, Andrea De Pascale, Alessandro Maifredi, Simona Mordeglia).

Durante due anni di ricerca, nelle campagne svolte nel 2012-2013, l’équipe del Centro Studi Sotterranei ha esplorato il contesto ipogeo inerente la chiesa oggetto dei restauri, documentando diverse tipologie di cavità artificiali tra cui un rifugio, due villaggi rupestri, tombe ipogee e altre strutture sotterranee cronologicamente comprese tra l’età del Bronzo e l’età bizantina.

Completato l’intervento di conservazione e valorizzazione della chiesa dei Quaranta Martiri, ora aperta al pubblico con un percorso di visita integrato con il vicino sito archeologico di Sobesos (villa di età romana con impianto termale e resti di età tardo-antica e bizantina), il progetto di ricerca dell’Università di Viterbo prosegue – affiancato pure da un PRIN che vede il coinvolgimento di numerosi atenei italiani e ancora del Centro Studi Sotterranei – con un articolato piano di lavoro dedicato all’area di Göreme e alle emergenze rupestri presenti nell’Açik Hava Muzesi (Open Air Museum) e nelle sue vicinanze, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Di Andrea De Pascale e Roberto Bixio – Centro Studi Sotterranei Logo del Centro Studi Sotterranei Genova.